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Il buon uso dell'inconscio

Conferenze, seminari, interventi e testi del dott. Marco Focchi
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Un'ovatta che soffoca

9/8/2025

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Foto
Marco Focchi

Testo presentato in occasione delle giornate su Ildisagio nella famiglia, tenutesi a Bruxelles il 12 13 luglio 2025

Avendo lavorato per molti anni come consulente in una scuola elementare ho traversato gli interminabili conflitti che contrappongono l'istituzione scuola e l’istituzione famiglia. Gli insuccessi e i problemi critici dei bambini rimbalzano da una sponda all’altra delle due istituzioni, che sono i contesti formativi maggiori tra i sei e i dieci anni, cercando di individuare e fissare in un bersaglio riconoscibile le responsabilità delle difficoltà, dei problemi, dei fallimenti.


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Dovunque altrove - capitolo tredicesimo

28/7/2025

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FotoIl linguaggio delle api non è un linguaggio

​DOVUNQUE ALTROVE

I topoi freudiani e il problema del soggetto nel pensiero psicoanalitico

Amelia Barbui e Marco Focchi

Capitolo tredicesimo


IL LINGUAGGIO E‘ DOVE NON SIGNIFICA
​
Tra la sublimazione e il transfert esiste un‘affinità che Freud nota nelle ultime pagine del caso di Dora. Il transfert tenta di riprodurre invariato l‘oggetto perduto, con l‘illusione di cancellare la mancanza. La sublimazione compie la stessa riproduzione ma con più arte, come un rifacimento, e con una consapevolezza della mancanza. In entrambi i casi assistiamo a un tentativo di superare la discontinuità soggettiva manifestata dall‘inconscio, e di porre qualcosa, oggetto d‘amore o di creazione, nel posto vuoto intorno a cui gira la pulsione.
L‘isterica del capitolo precedente, per esempio, per la quale il transfert si rivelava nel sogno con la richiesta di un libro collocato sulla scrivania dell‘analista, trovò la propria via di sublimazione nell‘impegno in un lavoro editoriale, attuando così, in modo esemplare, il passaggio da un oggetto che nel transfert viene atteso come dono d‘amore a un oggetto che deve venire realizzato attivamente perché offrirlo non è in potere di nessuno.
Il libro, come risultato della sublimazione, ha evidentemente un valore simbolico, ma è anche un oggetto concreto, prodotto dell‘industria editoriale. Analogamente, nel transfert il libro chiesto all‘analista è simbolico, pegno d‘amore che rappresenta la domanda di un sapere illuminante. E‘ tuttavia reale nella misura in cui ci accorgiamo che la domanda verte sulla realtà del senso e trascina nell‘invescamento incestuoso in cui il libro si rivela essere il godimento di una inseminazione orale 1.



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Dov'è il potere nei disegni dei bambini?

17/7/2025

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FotoCopyright Deborah Raimo
Quando chiediamo a un bambino di disegnare la famiglia, non abbiamo solo la percezione dei legami affettivi, figure grandi per i personaggi importanti, più piccole per i meno significativi, come nella pittura due-trecentesca, dove i santi sono grandissimi, i re un po’ meno e gli umili sono piccolissimi. Nei disegni dei bambini c’è una chiara visione politica del mondo in cui vivono. I rapporti di potere sono lucidamente percepiti e indicati. Solo per citare alcuni aspetti, se il papà è al centro del disegno ai comandi del computer e gli altri sono tutti attorno affaccendati nelle loro cose, abbiamo capito come vanno le cose in famiglia. Se il papà invece sta lavando i piatti mentre la mamma guarda la televisione abbiamo tutt’altra configurazione. Per non dire dei fratelli: quelli che esistono e che non sono disegnati, quelli che sono disegnati e che non necessariamente esistono. È importante vedere chi usa certi oggetti, chi guida la macchina, chi maneggia i denari, chi legge, chi cucina, chi gioca con il bambino e chi no.

Dal libro di Marco Focchi L'inconscio algoritmico e l'amore, Orthotes editore, p.41

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Clinica del passaggio all'atto

14/7/2025

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Foto
Bill Viola- La pietà, da Masolino da Panicale
Conferenza tenuta il 29 gennaio 2025 presso Il buon Pastore, a Bologna

Marco Focchi

La clinica del passaggio all’atto viene abitualmente spiegata a partire dalle operazioni attraverso le quali si costituisce il soggetto, quelle che Lacan chiama di alienazione e di separazione. Riassumiamo brevemente di cosa si tratta, poiché esse costituiscono delle coordinate di riferimento fondamentali nell’insegnamento di Lacan, e nel lavoro del Campo freudiano in questi anni sono state spesso riprese e utilizzate come linee guida essenziali per la conduzione della cura.


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Dovunque altrove - capitolo dodicesimo

1/7/2025

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FotoIl posto vuoto del desiderio
DOVUNQUE ALTROVE
I topoi freudiani e il problema del soggetto nel pensiero psicoanalitico

Amelia Barbui e Marco Focchi

PARTE TERZA

Capitolo dodicesimo

​MANGIARE IL LIBRO: DOVE LA PULSIONE E‘ IRRIDUCIBILE AL SAPERE    




La teoria della pulsione, su cui si basa la nozione di sublimazione, è uno dei concetti fondamentali della psicanalisi. Nel ‘64, nel seminario più teso verso una ricerca epistemologica, Lacan ne riprende i termini in una rilettura della metapsicologia che prosegue lo slancio del ritorno a Freud, iniziato una decina di anni prima, sulla spinta data dalla necessità di definire in modo autonomo i fondamenti epistemologici della psicanalisi, e di invertire la tendenza a cercarne le basi scientifiche in campi diversi come la medicina o la psicologia. In Francia queste tendenze erano rappresentate rispettivamente da Nacht e da Lagache.
Il tema del ritorno a Freud muove dunque da una problematica epistemologica che trova la propria risposta qualche anno più tardi incentrandosi sulla nozione di atto. Il ritorno a Freud è però innanzi tutto il ritorno a Freud operato da Lacan dopo aver preso un avvio lontano dall‘ortodossia freudiana. La continuità tra Freud e Lacan ha un carattere retrospettivo e non lineare dal punto di vista storico.
Il punto di partenza di Lacan è infatti esterno a Freud ed è situabile nella psichiatria francese di prima della guerra, dove Clerambault è riconosciuto come unico maestro.
Lacan si avvicina al freudismo da psichiatra e inizialmente con la stessa ottica di superamento presente nel pensiero psicanalitico anglosassone. Tale prospettiva critica è sensibile nei primi articoli raccolti negli Ecrits e a essi occorre tornare per ricostruire l‘arco della riflessione che sfocia nel tema etico dell‘atto. Molte nozioni sviluppatesi negli anni del superamento critico di Freud sono rimaste infatti presenti e attive negli anni del ritorno a Freud.



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Perché una donna si concede a un uomo?

26/6/2025

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Foto

Testo in preparazione del Congresso dell'Associazione mondiale di psicoanalisi dal titolo Non c'è rapporto sessuale, che avrà luogo a Parigi nell'aprile 2026

Marco Focchi

Vorrei partire da un riferimento alla clinica. Capita spesso nelle analisi di sentire le pazienti lamentarsi dei loro partner per la sbrigatività con cui saltano i preliminari e per il modo frettoloso con cui passano alla fase conclusiva dell’atto sessuale. Non ne fanno un problema di tempi o di durata, ma una questione di metodo, cioè di approccio: è il modo di avvicinarsi che trovano riduttivo e poco invitante. Non c’è nulla di meglio che ascoltare le donne per capire alcuni aspetti del godimento fallico e in particolare il suo carattere limitato, localizzato, discreto e computabile. A fronte della sua natura puntiforme, focalizzata, chiaramente circoscrivibile, il godimento femminile si perde in contorni vaghi, difficilmente individuabili, non definiti da un significante preciso, tanto che il modo in cui primariamente si presenta è quello dell’enigma: cosa vuole una donna? Il che può tradursi: cosa spinge una donna – intendiamo una donna la cui scelta erotica non si inscriva elettivamente nella funzione fallica – cosa la spinge ad andare a letto con un uomo? Cosa giustifica la sua presenza nella relazione sessuale? Cosa la porta a offrirsi come oggetto del godimento maschile?


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Pessoa fidanzato incompiuto

19/6/2025

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Foto
Marco Focchi

Let your silence tell me of the numberless dreams that are you

(The Mad Fiddler)


A Lisbona ero andato a cercare Pessoa. Con la mia compagna di viaggio avevamo deciso di lasciare per l’ultimo giorno la visita alla sua casa, dopo esserci acclimatati all’atmosfera metafisica della capitale sul Tago immersa nella saudade. Abbiamo così percorso i quartieri della Baixa, dove Pessoa svolgeva il suo lavoro d’impiegato, abbiamo girato i caffè che frequentava, abbiamo cenato al Martinho de Arcada, il suo ristorante preferito, situato nella Praça do Comércio, talmente pieno di sue fotografie che colpisce come un uomo senza identità elettiva abbia avuto una così ricca documentazione d’immagini di sé.


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Dovunque altrove - capitolo undicesimo

16/6/2025

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Foto

Sezione aurea

DOVUNQUE ALTROVE
I topoi freudiani e il problema del soggetto nel pensiero psicanalitico

 
​Amelia Barbui e Marco Focchi


Capitolo undicesimo

​

SESSUALITA’ E SUBLIMAZIONE

​Il carattere di soddisfacimento reale della sublimazione risulta chiaro se ne analizziamo l’omologia strutturale con l’atto sessuale.
Il soddisfacimento, Befriedigund, come realizzazione pulsionale si produce nel luogo in cui il soggetto si istituisce come tale, nel punto in cui la domanda si esaurisce sul doppio giro del significante nella ripetizione. C’è quindi un rapporto stretto tra soddisfacimento e ripetizione.
L’atto sessuale non può essere inteso semplicemente come congiunzione carnale. L’esperienza clinica mette a portata di mano le frequenti lamentele del nevrotico per un atto «tecnicamente» ineccepibile ma sessualmente inappagante.
Il miraggio dell’unità inscindibile
Anche nell’atto sessuale incide la ripetizione significante e l’appagamento si realizza in coincidenza con il significante che ripete la scena edipica. Il soggetto vi agisce facendosi oggetto a del fantasma dove il significante si fa segno del godimento dell’Altro portandolo nelle coordinate edipiche che gli sono assegnate: seduzione passiva, osservatore del coito genitoriale, dominatore, il novero insomma dei fantasmi fondamentali in cui si realizza la punta perversa del desiderio nevrotico.
Al cuore della ripetizione, come sappiamo, c’è un insuccesso. Nel caso dell’atto sessuale esso si realizza nell’impossibilità di sapere la misura per equivalere al fallo dell’Altro. Il soggetto cerca di identificarsi con il sesso perché si effettui il rapporto con l’Altro e questo rapporto, da intendere in senso matematico, si verifica impossibile. E’ per invalidare tale risultato e per trovare la misura giusta del rapporto che, in fondo, il soggetto si impegna nel miraggio della completezza. L’uomo giusto o la donna ideale sono figure inscritte in questa illusione nella ricerca di un godimento esaustivo che trasformi in realtà la scena mitica, l’unità inscindibile, la fusione nell’uno.

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L'inconscio, gli algoritmi, l'amore

5/6/2025

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FotoElisabeth Louise Vigée Le-Brun - Venere presta il. cinto a Giunone
Conferenza tenuta a Milano per la rassegna Filosofia sui Navigli il 15 dicembre 2024

Marco Focchi

In un’intervista alla radio belga il 14 dicembre 1966, Lacan aveva iniziato il discorso dicendo che oggi ancora nessuno dire cosa sia l’inconscio, ma che d’altra parte non sappiamo neppure cosa sia la natura, e questo non impedisce alla fisica di operarvi. Nello stesso modo possiamo dire che non occorre avere una definizione preliminare dell’inconscio per poterci lavorare.
Per vedere cosa effettivamente sappiamo della natura è interessante tornare alla conferenza tenuta all’inizio di questo ciclo di Filosofia sui Navigli da un’importante ricercatore dell’Istituto Nazionale di fisica nucleare, il professor Marco Giammarchi, che ha spiegato come ci siano due orientamenti fondamentali in fisica: uno, rappresentato dalla scuola realista, assegna un’esistenza effettiva alle componenti ultime della natura, i quark, i leptoni, i bosoni – elementi che la tecnologia attuale non è in grado di misurare e che quindi vengono presupposti come particelle senza dimensione – e ritiene che queste particelle siano enti esistenti a tutti gli effetti, dotati di uno statuto ontologico; l’altro orientamento è rappresentato dalla scuola strutturalista, che considera invece queste particelle non come enti reali, ma come effetti dell’eccitazione dei campi quantistici. I fisici dunque non sono in grado, in ultima istanza, di attribuire uno statuto preciso ai mattoni basilari della loro disciplina, senza che questo impedisca loro di utilizzarli per svariate finalità pratiche, come per esempio la computazione quantistica, il miglioramento delle fibre ottiche, lo sviluppo di materiali superconduttori, per non parlare delle reazioni di fusione nucleare.
Per quanto riguarda l’inconscio, Freud ha sentito il bisogno di darne una giustificazione per la prima volta in un testo del 1912, quando già ci lavorava – avendo iniziato con l’ipnosi, e proseguito poi con la tecnica dell’associazione libera – da più di vent’anni.


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Rotture del legame d’amore

28/5/2025

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Foto




Intervento al Convegno tenutosi a RImini il 24-25 maggio 2025 con il titolo Clinica delle rotture amorose

Marco Focchi
​
La testimonianza di passe che ci propone oggi Carolina Korenszky è il seguito di una prima presentazione fatta a Parigi nel novembre 2023. Può essere utile vi dia alcune coordinate del testo esposto a Parigi, perché inquadrano i temi di quello di oggi.
L’esperienza psicoanalitica di Carolina comincia in Argentina, ed è segnata da due momenti in cui ci sono state due frasi che hanno per lei lasciato il segno. La prima frase è solo una parola: “partire”. Il padre ha avuto un dissesto finanziario, non ci sono più i soldi per pagare le spese della casa e viene emesso un decreto di sfratto. La madre incontra un giudice indulgente e lo convince a imboscare il documento negli archivi del tribunale. Il documento può però salar fuori da un momento all’altro, dunque si vive con le valige pronte, con l’incubo di essere costretti a partire da un momento all’altro lasciando la casa in cui Carolina aveva abitato da bambina. La tensione costante, l’angoscia nell’attesa di un momento che può travolgere improvvisamente la vita, ricade sul corpo in forma di un’agitazione permanente. A scuola fanno una diagnosi di iperattività, e un pediatra suggerisce come terapia la danza, che da quel momento viene a far parte integrante della vita di Carolina.
L’altra frase che ha lasciato il segno le è riferita dalla madre, e risale al periodo in cui era gravida di lei. Sembrava che il parto dovesse giungere a termine prematuramente, dopo sei mesi, ma in quel caso, disse il medico, difficilmente il bambino sarebbe sopravvissuto. Allora la madre le parlò tutta la notte e lei, la nascitura, riferisce la madre, volle vivere.
Questo mette il fatto di vivere sotto l’ombra del dovere, cancellandone il desiderio. Ogni giornata viene messa al vaglio: ho vissuto adeguatamente, con la dovuta intensità?
Il fatto di parlare per far vivere si traduce, quando Carolina inizia la sua pratica, in un accanimento a far parlare, perché occorre far parlare per allontanare il profilo della morte. Nel commento che Jacques-Alain Miller ha fatto di questa testimonianza l’accanimento viene superato dopo una terza tranche di analisi fatta a Parigi, quando l’analista smonta il tema del partire con l’interpretazione paradossale: deve trovare il modo di partire senza partire! L’accanimento allora cede, ma rimane un resto, un fervore che ne è la traduzione positiva, quel resto fecondo che si ha quando il sintomo si separa dalla sofferenza lasciando un involucro da riempire di nuovi contenuti.


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    Marco Focchi riceve in
    viale Gran Sasso 28
    20131 Milano.
    Tel. 022665651.
    Possibilità di colloqui in inglese, francese, spagnolo
    [email protected]

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