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<channel><title><![CDATA[PSICOANALISI, PSICOTERAPIA, SOCIET&Agrave; - DOMANDE E RISPOSTE]]></title><link><![CDATA[https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte]]></link><description><![CDATA[DOMANDE E RISPOSTE]]></description><pubDate>Thu, 12 Mar 2026 04:59:29 +0100</pubDate><generator>Weebly</generator><item><title><![CDATA[Con l’avvicinarsi del Natale mi accorgo di sentirmi più triste]]></title><link><![CDATA[https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte/a-natale-mi-sento-triste-e-depresso]]></link><comments><![CDATA[https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte/a-natale-mi-sento-triste-e-depresso#comments]]></comments><pubDate>Wed, 24 Dec 2025 16:26:31 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte/a-natale-mi-sento-triste-e-depresso</guid><description><![CDATA[Buongiorno Dott. Focchi,sono un uomo di 52 anni e ogni anno (perlomeno negli ultimi anni), con l&rsquo;avvicinarsi del Natale, mi accorgo di sentirmi pi&ugrave; triste, spento, a tratti quasi depresso. Non ci sono problemi evidenti nella mia famiglia, non ho rapporti conflittuali con i parenti e, in generale, la mia vita non sta attraversando crisi particolari. Cercando online ho trovato molte spiegazioni legate a famiglie disfunzionali o relazioni complicate con i parenti, ma non mi riconosco i [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph">Buongiorno Dott. Focchi,<br />sono un uomo di 52 anni e ogni anno (perlomeno negli ultimi anni), con l&rsquo;avvicinarsi del Natale, mi accorgo di sentirmi pi&ugrave; triste, spento, a tratti quasi depresso. Non ci sono problemi evidenti nella mia famiglia, non ho rapporti conflittuali con i parenti e, in generale, la mia vita non sta attraversando crisi particolari. Cercando online ho trovato molte spiegazioni legate a famiglie disfunzionali o relazioni complicate con i parenti, ma non mi riconosco in questi casi. Eppure questa sensazione ritorna, e quest&rsquo;anno la percepisco in modo ancora pi&ugrave; marcato rispetto al passato. Da cosa potrebbe dipendere questo malessere, che sembra venire solo da me? Poi di solito dopo le feste passa. La ringrazio.<br /><br />&gt;Gentile Signore,<br />quello che descrive &egrave; un vissuto molto pi&ugrave; comune di quanto si pensi. Il periodo natalizio funziona&nbsp; come un tempo simbolico pi&ugrave; che come un semplice evento sociale, e lo si ama o lo si odia. Chi ricorda momenti comunitari, grandi famiglie riunite intorno all&rsquo;albero, regali da spacchettare, generalmente l'ama. Chi &egrave; distante dalla famiglia, o dal partner, o dagli amici, sente acuirsi la solitudine.<br /><br />Oppure il Natale &egrave; carico di aspettative ideali: l&rsquo;idea di pienezza, di calore, di condivisione, di &ldquo;come dovrebbero essere le cose&rdquo;, e quando l&rsquo;esperienza reale non coincide con l&rsquo;ideale, pu&ograve; emergere un senso di vuoto o di mancanza che non ha un oggetto preciso. Non &egrave; qualcosa che &ldquo;non va&rdquo; nella propria vita, piuttosto qualcosa che si rende percepibile proprio perch&eacute; la cornice simbolica delle feste lo fa entrare in risonanza.<br /><br />Questo stato generalmente ha&nbsp; un inizio e una fine, e&nbsp; tende a dissolversi dopo le festivit&agrave;, e ci&ograve; suggerisce che non si tratta di una depressione in senso clinico, ma di una oscillazione dell&rsquo;umore legata alla posizione soggettiva che ciascuno assume rispetto a questi passaggi nodali.<br /><br />Potremmo considerare anche l&rsquo;et&agrave;, che non &egrave; irrilevante in momenti di sospensione come le feste perch&eacute; sono momenti in cui si modifica il rapporto con il futuro, con il desiderio, con ci&ograve; che resta aperto.<br /><br />Non le direi di combattere o contrastare questo sentimento, meno ancora di patologizzarlo. Lo prenda piuttosto come un segnale che riguarda qualcosa di suo, che chiede parole precise pi&ugrave; che spiegazioni generiche. Se questa tristezza dovesse intensificarsi o perdere il suo carattere transitorio, allora s&igrave;, un confronto con un professionista potrebbe offrire uno spazio per darle senso.<br /><br />La sua domanda&nbsp; tocca in fondo un&rsquo;esperienza condivisa, ma sempre singolare per il modo in cui ciascuno la vive.<br /><br />Un cordiale saluto.<br />Marco Focchi<br /></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Stanno succedendo cose così brutte nel mondo]]></title><link><![CDATA[https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte/stanno-succedendo-cose-cosi-brutte-nel-mondo]]></link><comments><![CDATA[https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte/stanno-succedendo-cose-cosi-brutte-nel-mondo#comments]]></comments><pubDate>Mon, 23 Jun 2025 15:04:30 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte/stanno-succedendo-cose-cosi-brutte-nel-mondo</guid><description><![CDATA[Dottor Focchi, a volte mi sento molto gi&ugrave; di morale e mi chiedo se sia solo un momento passeggero oppure qualcosa di pi&ugrave; serio, come la depressione. Come si fa a capire la differenza? Stanno succedendo cose cos&igrave; brutte nel mondo, che alla fine mi sembra pi&ugrave; normale provare tristezza e disagio, invece che essere felici come nulla fosse. Ci sono segnali semplici da riconoscere per capire se &egrave; depressione, anche se non si conoscono bene queste cose? La ringrazioFa [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph">Dottor Focchi, a volte mi sento molto gi&ugrave; di morale e mi chiedo se sia solo un momento passeggero oppure qualcosa di pi&ugrave; serio, come la depressione. Come si fa a capire la differenza? Stanno succedendo cose cos&igrave; brutte nel mondo, che alla fine mi sembra pi&ugrave; normale provare tristezza e disagio, invece che essere felici come nulla fosse. Ci sono segnali semplici da riconoscere per capire se &egrave; depressione, anche se non si conoscono bene queste cose? La ringrazio<br />Fabrizio<br /><br />&gt;Caro Fabrizio,<br />Il primo segnale &egrave;: la sua tristezza, o il suo disagio la investono in questo momento o sono qualcosa che insiste, con momenti di latenza, e che risorgono d&igrave; tanto in tanto per via di alcune occasioni scatenanti? Se il suo disagio &egrave; qualcosa che riguarda il momento attuale, le assicuro che &egrave; in buona compagnia di almeno buona parte dell&rsquo;umanit&agrave;. Le molteplici guerre, il rischio di terrorismo, i massacri, la forza che si sostituisce al diritto sollecitano preoccupazioni, paure, angosce, cadute depressive che non hanno un vero rapporto con delle patologie. Sono una risposta alla dura realt&agrave; che stiamo vivendo.<br /><br />Se i suoi stati emotivi invece sono ricorrenti, e trovano spunto nella situazione attuale, allora la realt&agrave; della vita &egrave; solo un fattore scatenante, e i suoi umori andrebbero considerati pi&ugrave; a fondo. In questo pu&ograve; essere solo lei a darsi una risposta.<br />&#8203;<br />La realt&agrave; che stiamo traversando non incoraggia il buon umore, ma &egrave; per lei una contingenza o uno spunto?<br />Un cordiale saluto<br />Marco Focchi</div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Quando mi trovo da solo provo un senso di vuoto e inquietudine]]></title><link><![CDATA[https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte/quando-mi-trovo-da-solo-provo-un-senso-di-vuoto-e-inquietudine]]></link><comments><![CDATA[https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte/quando-mi-trovo-da-solo-provo-un-senso-di-vuoto-e-inquietudine#comments]]></comments><pubDate>Mon, 09 Jun 2025 15:19:57 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte/quando-mi-trovo-da-solo-provo-un-senso-di-vuoto-e-inquietudine</guid><description><![CDATA[Gentile Dottor Focchi,sono un uomo di 42 anni e da qualche tempo mi accorgo di avere sempre pi&ugrave; difficolt&agrave; a gestire i momenti di solitudine. Pur avendo una famiglia e amici, quando mi trovo da solo (cose che inoltre ricerco) provo un senso di vuoto e inquietudine che mi porta spesso a cercare distrazioni continue, come guardare la televisione saltando da un canale all'altro o navigare sui social, senza per&ograve; sentire di avere veramente voglia di fare qualcosa.Mi domando come  [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph">Gentile Dottor Focchi,<br /><br />sono un uomo di 42 anni e da qualche tempo mi accorgo di avere sempre pi&ugrave; difficolt&agrave; a gestire i momenti di solitudine. Pur avendo una famiglia e amici, quando mi trovo da solo (cose che inoltre ricerco) provo un senso di vuoto e inquietudine che mi porta spesso a cercare distrazioni continue, come guardare la televisione saltando da un canale all'altro o navigare sui social, senza per&ograve; sentire di avere veramente voglia di fare qualcosa.<br /><br />Mi domando come si possa imparare a vivere la solitudine in modo pi&ugrave; sereno, dato che sento comunque il bisogno di avere questi momenti tutti per me, magari trasformandola in un&rsquo;occasione di crescita personale. &Egrave; normale sentire disagio nei momenti di solitudine? Ci sono strategie o esercizi che consiglia?<br /><br />La ringrazio per l&rsquo;attenzione,&nbsp;&nbsp;<br />A.<br /><br />&gt;&#8203;Gentile A.,<br /><br />La solitudine &egrave; uno dei grandi problemi della nostra epoca e dei paesi di benessere economico, dove l&rsquo;individualismo &egrave; diventato prevalente a scapito di una dimensione comunitaria. Ricerche sul senso di felicit&agrave; soggettivamente provata mostrano una maggiore felicit&agrave; in paesi e villaggi africani dove prevale il senso di solidariet&agrave; tre le persone e dove la vita sociale ha una tessitura pi&ugrave; significativa.<br />Non stupisce dunque quel che lei sente e il problema che denuncia.&nbsp;<br />Abitualmente non suggerisco strategie o esercizi, perch&eacute; il modo di applicazione &ndash; non trasmissibile &ndash; &egrave; pi&ugrave; importante delle formule che si possono illustrare.<br />Le direi tuttavia che il senso di solitudine si allevia immergendosi in un&rsquo;attivit&agrave; con un significato. Ora, saltare da un canale all&rsquo;altro guardando la televisione o navigare sulle reti sociali non sono certo qualcosa che d&agrave; senso alla vita.<br />Occorre che lei possa trovare qualche attivit&agrave; che accende il suo desiderio, ma questa non posso essere io a suggerirla: occorre che si sondi, trovi cosa sente congeniale, e vi si immerga senza remore. Il solo e vero antidoto alla solitudine &egrave; il desiderio, perch&eacute; solo il desiderio protende verso l&rsquo;altro, anche quando si &egrave; soli<br />Marco Focchi&nbsp;</div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Tendenza a essere una perfezionista]]></title><link><![CDATA[https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte/tendenza-a-essere-una-perfezionista]]></link><comments><![CDATA[https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte/tendenza-a-essere-una-perfezionista#comments]]></comments><pubDate>Wed, 16 Apr 2025 14:36:06 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte/tendenza-a-essere-una-perfezionista</guid><description><![CDATA[Gentile Dottor Focchi,Mi chiamo Giulia e ho 28 anni. Recentemente ho iniziato a riflettere su un aspetto della mia personalit&agrave; che mi sta creando non poche difficolt&agrave;: la mia tendenza a essere una perfezionista in ogni ambito della vita.Fin da piccola, ho sempre cercato di eccellere in tutto ci&ograve; che facevo, dagli studi al lavoro, passando per le relazioni personali. Inizialmente, pensavo che questa caratteristica fosse un pregio, ma ora mi rendo conto che sta diventando una  [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph">Gentile Dottor Focchi,<br /><br />Mi chiamo Giulia e ho 28 anni. Recentemente ho iniziato a riflettere su un aspetto della mia personalit&agrave; che mi sta creando non poche difficolt&agrave;: la mia tendenza a essere una perfezionista in ogni ambito della vita.<br /><br />Fin da piccola, ho sempre cercato di eccellere in tutto ci&ograve; che facevo, dagli studi al lavoro, passando per le relazioni personali. Inizialmente, pensavo che questa caratteristica fosse un pregio, ma ora mi rendo conto che sta diventando una gabbia che mi impedisce di vivere serenamente.<br /><br />Mi ritrovo costantemente insoddisfatta dei risultati che ottengo, anche quando oggettivamente sono buoni. Passo ore a ricontrollare il mio lavoro, temendo di aver commesso errori. Lo sto facendo anche nello scrivere questo testo. Nelle relazioni, tendo a essere ipercritica sia con me stessa che con gli altri, rovinando spesso momenti che dovrebbero essere piacevoli.<br /><br />Questo atteggiamento sta influenzando negativamente la mia vita professionale e personale. Mi sento sempre sotto pressione e fatico a godermi i momenti di relax. Ho notato che sto sviluppando sintomi di ansia e, a volte, di depressione.<br /><br />Come posso imparare ad allentare questa morsa del perfezionismo? Esistono tecniche o approcci che possono aiutarmi a essere pi&ugrave; indulgente con me stessa senza perdere la motivazione a fare bene? Come posso trovare un equilibrio tra il desiderio di eccellere e la necessit&agrave; di vivere una vita pi&ugrave; serena e appagante?<br /><br />La ringrazio in anticipo per il suo aiuto,<br />Giulia<br /><br />&gt;Gentile Giulia,<br />Lei ha ben individuato il fatto che il perfezionismo anzich&eacute; una risorsa &egrave; piuttosto un problema. Mi chiede per&ograve; delle tecniche per superarlo, e devo confessarle che la richiesta di tecniche in campo psicologico &egrave; sempre piuttosto imbarazzante. Le tecniche sono infatti una modalit&agrave; di controllo, e le manifestazioni della psiche sono quanto di meno controllabile vi sia, e per fortuna, giacch&eacute; sono espressione dei desideri pi&ugrave; profondi, che sono da liberare pi&ugrave; che da governare. Ma la volont&agrave; cosciente, per mille ragioni, si oppone proprio a questo. I conflitti psichici all&rsquo;&rsquo;origine dei sintomi nascono precisamente da questo contrasto. Inutile dunque cercare di forzare la volont&agrave;. Meglio affidarsi a un buon psicoterapeuta in grado di aiutarla a traversare il labirinto dei suoi conflitti facendole trovare il filo dei suoi desideri inconsci, senza reprimerli n&eacute; comprimerli.<br /><br />Un cordiale saluto.<br />Marco Focchi&nbsp;</div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Vorrei diventare una psicoanalista]]></title><link><![CDATA[https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte/vorrei-diventare-una-psicoanalista]]></link><comments><![CDATA[https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte/vorrei-diventare-una-psicoanalista#comments]]></comments><pubDate>Fri, 28 Feb 2025 10:18:52 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte/vorrei-diventare-una-psicoanalista</guid><description><![CDATA[Vorrei diventare una psicoanalista ma ho paura di essere inadeguata perch&eacute; troppo instabile. Mi chiedo se esistono delle caratteristiche di personalit&agrave; che possano rendere difficoltoso tenere quella posizione. Ho sempre la sensazione di chiedere agli altri, misurandomi con loro, se sono abbastanza normale da pretendere di voler essere un'analistaM.R.&gt;Gentile M.R.L&rsquo;accesso alla pratica della psicoanalisi &egrave; attualmente regolato da una legge promulgata nel 1989 che pre [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph">Vorrei diventare una psicoanalista ma ho paura di essere inadeguata perch&eacute; troppo instabile. Mi chiedo se esistono delle caratteristiche di personalit&agrave; che possano rendere difficoltoso tenere quella posizione. Ho sempre la sensazione di chiedere agli altri, misurandomi con loro, se sono abbastanza normale da pretendere di voler essere un'analista<br /><br />M.R.<br /><br />&gt;Gentile M.R.<br />L&rsquo;accesso alla pratica della psicoanalisi &egrave; attualmente regolato da una legge promulgata nel 1989 che prevede una laurea in psicologia o medicina e il diploma di una Scuola postuniversitaria riconosciuta dal MIM (ex MIUR).<br /><br />Tradizionalmente comunque la formazione, gi&agrave; dai tempi di Freud, aveva la propria colonna portante in un&rsquo;analisi personale. Se la sua preoccupazione &egrave; dunque relativa ad alcune caratteristiche della sua personalit&agrave;, sono evidentemente aspetti che possono essere messi in gioco nell&rsquo;esperienza d&rsquo;analisi.<br /><br />Marco Focchi<br /></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Parlare in pubblico]]></title><link><![CDATA[https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte/parlare-in-pubblico]]></link><comments><![CDATA[https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte/parlare-in-pubblico#comments]]></comments><pubDate>Tue, 21 Jan 2025 16:45:01 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte/parlare-in-pubblico</guid><description><![CDATA[Buongiorno Dott. Focchi,da anni mi blocco ogni volta che devo parlare in pubblico o espormi davanti a un gruppo di persone, sia sul lavoro che in situazioni sociali. La sola idea di essere al centro dell&rsquo;attenzione mi provoca ansia e a volte rinuncio a opportunit&agrave; importanti per paura di sbagliare. Vorrei capire da dove nasce questa paura e come posso affrontarla per superare questo limite che mi sta condizionando molto.La ringrazio per il suo aiuto,M.T.&gt;&#8203;Gentile M.T.La pau [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph">Buongiorno Dott. Focchi,<br />da anni mi blocco ogni volta che devo parlare in pubblico o espormi davanti a un gruppo di persone, sia sul lavoro che in situazioni sociali. La sola idea di essere al centro dell&rsquo;attenzione mi provoca ansia e a volte rinuncio a opportunit&agrave; importanti per paura di sbagliare. Vorrei capire da dove nasce questa paura e come posso affrontarla per superare questo limite che mi sta condizionando molto.<br /><br />La ringrazio per il suo aiuto,<br />M.T.<br /><br />&gt;&#8203;Gentile M.T.<br /><br />La paura di esporsi pubblicamente pu&ograve; dipendere da molte ragioni diverse, la prima delle quali &egrave; l&rsquo;insicurezza sulle proprie capacit&agrave;, sulla propria preparazione, con conseguente timore del giudizio degli altri. Queste per&ograve; sono solo ragioni superficiali, e in genere si tratta di un fenomeno che ha radici pi&ugrave; profonde.<br /><br />Esporsi in pubblico significa salire su una scena teatrale, anche se non si &egrave; attori, e recitare un ruolo. Chi sa entrare nel ruolo, chi sa staccarsi dalla propria immediatezza per indossare una maschera pubblica, in genere non ha difficolt&agrave;.<br />Se per&ograve; una persona, e pu&ograve; essere il suo caso, si sente vista nell'anima ai raggi x, si sente penetrata nell&rsquo;intimo pi&ugrave; intimo, allora ha tutte le ragioni per sentirsi in difficolt&agrave;.<br /><br />Ci sono lati di noi stessi che non esporremmo neanche a noi stessi, se cos&igrave; vogliamo dire. E non perch&eacute; siano in qualche modo biasimevoli per qualsivoglia ragione, ma perch&eacute; l&rsquo;intimo pi&ugrave; intimo &egrave; irrappresentabile, e l&rsquo;impressione di mostrarlo pu&ograve; mettere solo in imbarazzo.<br />&Egrave; l&rsquo;analogo spirituale del pudore fisico: normalmente non ci si mostra nudi in pubblico. E cos&igrave;, se una persona non ha gli schermi necessari per mostrarsi pubblicamente vestito di un ruolo, di una maschera sociale, per sentire la propria intimit&agrave; protetta, allora pu&ograve; intervenire la difficolt&agrave; che lei dichiara.<br />&#8203;<br />Per affrontare il problema si possono prendere molte via: dalla pi&ugrave; superficiale, come fare un corso di teatro, alla pi&ugrave; profonda, come fare un&rsquo;esperienza psicoanalitica.<br />Un cordiale saluto.<br /><br />Marco Focchi&nbsp;&nbsp;</div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Lasciare i miei genitori anziani]]></title><link><![CDATA[https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte/lasciare-i-miei-genitori-anziani]]></link><comments><![CDATA[https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte/lasciare-i-miei-genitori-anziani#comments]]></comments><pubDate>Thu, 09 Jan 2025 17:10:51 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte/lasciare-i-miei-genitori-anziani</guid><description><![CDATA[Buongiorno Dott. Focchi,le scrivo perch&eacute; sono profondamente turbato da un forte senso di colpa dopo una decisione importante che ho preso di recente. Ho scelto di trasferirmi per seguire una nuova opportunit&agrave; lavorativa in un&rsquo;altra citt&agrave;, pur sapendo che ci&ograve; avrebbe implicato lasciare i miei genitori anziani senza il mio supporto quotidiano. Mio fratello ora si occupa di loro da solo e, nonostante la mia decisione sembrasse giusta per il mio percorso personale,  [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph">Buongiorno Dott. Focchi,<br /><br />le scrivo perch&eacute; sono profondamente turbato da un forte senso di colpa dopo una decisione importante che ho preso di recente. Ho scelto di trasferirmi per seguire una nuova opportunit&agrave; lavorativa in un&rsquo;altra citt&agrave;, pur sapendo che ci&ograve; avrebbe implicato lasciare i miei genitori anziani senza il mio supporto quotidiano. Mio fratello ora si occupa di loro da solo e, nonostante la mia decisione sembrasse giusta per il mio percorso personale, non riesco a liberarmi dal rimorso di aver abbandonato la famiglia. Vorrei capire come gestire questo senso di colpa e se esistono modi per trovare equilibrio tra le mie esigenze e quelle degli altri.<br /><br />La ringrazio per il suo tempo e la sua attenzione,<br /><br />F.M.<br /><br />&gt;Gentile F.M.<br /><br />La situazione che mi descrive non sembra implichi particolari conseguenze pratiche. I suoi genitori sono anziani, ma autosufficienti. Naturalmente richiedono probabilmente un minimo di assistenza, ma sono attenzioni che, mi dice, suo fratello pu&ograve; dedicare loro. Si tratta dunque del suo senso di colpa, che sorge in modo indipendente da una situazione reale che ne sia la vera causa.<br /><br />Bisognerebbe dunque considerare le ragioni di quel senso di colpa atavico che fa da lente d&rsquo;ingrandimento per la situazione attuale. Pu&ograve; tentare lei stesso di ripercorrere la sua storia e la sua vita per capire cosa in lei amplifica in tal modo la percezione della colpa. Certo, non &egrave; facile vedere se stessi come fosse dall&rsquo;esterno. &Egrave; il motivo per cui, se le sembra di non riuscire a venirne a capo, il suggerimento pu&ograve; essere quello di ricorrere all&rsquo;aiuto di uno specialista che, offrendole l&rsquo;appoggio di un punto di vista esterno, la metta in grado di vedere dove lei stesso, con il suo sguardo naturale, non riesce a penetrare.<br /><br />Un cordiale saluto<br />Marco Focchi</div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Da più di un anno mi strappo le sopracciglia]]></title><link><![CDATA[https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte/da-piu-di-un-anno-mi-strappo-le-sopracciglia]]></link><comments><![CDATA[https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte/da-piu-di-un-anno-mi-strappo-le-sopracciglia#comments]]></comments><pubDate>Mon, 03 May 2021 13:23:01 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte/da-piu-di-un-anno-mi-strappo-le-sopracciglia</guid><description><![CDATA[ciao, ho 15 anni e da pi&ugrave; di un anno da mi strappo le sopracciglia. poi da questa estate lo faccio con le ciglia.vorrei smettere anche perch&egrave; mi piacciono le mie ciglia ma non riesco a smettere e non so il perch&egrave;.prometto sempre a me stessa che questa sarebbe stata l'ultima volta e che avrei smesso ma alla fine lo rifaccio.quando faccio i compiti o anche quando non faccio niente diciamo...ormai lo faccio un po a caso. non so come fare..consigli?RM&gt;Cara RM,Il sintomo che t [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph">ciao, ho 15 anni e da pi&ugrave; di un anno da mi strappo le sopracciglia. poi da questa estate lo faccio con le ciglia.<br />vorrei smettere anche perch&egrave; mi piacciono le mie ciglia ma non riesco a smettere e non so il perch&egrave;.<br />prometto sempre a me stessa che questa sarebbe stata l'ultima volta e che avrei smesso ma alla fine lo rifaccio.<br />quando faccio i compiti o anche quando non faccio niente diciamo...ormai lo faccio un po a caso. non so come fare..consigli?<br /><br />RM<br /><br /><br />&gt;Cara RM,<br /><br />Il sintomo che tu mi descrivi &egrave; quello che viene abitualmente definito tricotillomania, tema sul quale puoi gi&agrave; trovare <a href="https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte/mia-figlia-si-strappa-le-ciglia" target="_blank">una precedente risposta</a> su questa rubrica.<br />I motivi per cui si verifica questo comportamento possono essere i pi&ugrave; svariati, da situazioni di angoscia latente, a forme di autopunizione o di autodeturpazione che sfuggono alla coscienza soggettiva, e di cui evidentemente non ti puoi rendere conto da sola.<br />Essendo le motivazioni profondamente inconsce e determinate dalla storia personale e relazionale, il consiglio migliore che posso darti &egrave; di sentire uno specialista che ti aiuti a trovare gli specifici fattori che riguardano il tuo caso per farli emergere e per poterli cos&igrave; trattare.<br /><br />Un cordiale saluto<br />Marco Focchi</div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Sono ossessionata dal fatto che il mio fidanzato mi tradisca]]></title><link><![CDATA[https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte/sono-ossessionata-dal-fatto-che-il-mio-fidanzato-mi-tradisca]]></link><comments><![CDATA[https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte/sono-ossessionata-dal-fatto-che-il-mio-fidanzato-mi-tradisca#comments]]></comments><pubDate>Wed, 31 Mar 2021 13:50:41 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte/sono-ossessionata-dal-fatto-che-il-mio-fidanzato-mi-tradisca</guid><description><![CDATA[Perch&eacute; sono ossessionata dal fatto che il mio fidanzato mi tradisca, ogni volta che la paura mi assale, devo cercare risposte, &ldquo;la verit&agrave;&rdquo; e quando vedo che non &egrave; cos&igrave;, sono serena. Spesso lo accusavo prima che mi mostrasse &ldquo;le prove&rdquo; e fosse tutto nella mia testa.. &Egrave; come una dipendenza..ultimamente si presenta meno. Ho un passato burrascoso in termini di relazioni e spesso sono stata tradita..questo ragazzo ha sempre dimostrato di esse [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph">Perch&eacute; sono ossessionata dal fatto che il mio fidanzato mi tradisca, ogni volta che la paura mi assale, devo cercare risposte, &ldquo;la verit&agrave;&rdquo; e quando vedo che non &egrave; cos&igrave;, sono serena. Spesso lo accusavo prima che mi mostrasse &ldquo;le prove&rdquo; e fosse tutto nella mia testa.. &Egrave; come una dipendenza..ultimamente si presenta meno. Ho un passato burrascoso in termini di relazioni e spesso sono stata tradita..questo ragazzo ha sempre dimostrato di essere diverso, di contare molto per lui, mettendo a disposizione un&rsquo;intera vita. Ora spesso mi evita a causa di qualche mio comportamento errato, rimango due giorni Max tranquilla e poi rimango male di qualcosa e sono piagnucolona, triste o arrabbiata. Il pensiero del tradimento si presenta meno e attualmente a lui, il motivo per il quale lo assillo spesso &egrave; la ricerca di attenzioni e tempo, la sua risposta &egrave; che ora dedica principalmente alla sua famiglia ed il suo lavoro, fui la priorit&agrave; ed ha ricevuto solo male da parte mia.<br /><br />Ale<br /><br /><br />&gt; Cara Ale,<br /><br />La gelosia femminile nasce in genere dal senso di non corrispondere alla figura femminile ideale che si immagina un uomo desideri. Cos&rsquo;&egrave; una donna? Cosa vuole una donna? Verosimilmente neppure una donna lo sa, e si costruisce una sorta di idolo a cui somigliare. Per esempio, in un caso famoso di Freud, il caso di Dora, la paziente era rimasta per un tempo lunghissimo immobile in contemplazione della Madonna di Raffaello custodita nel museo di Dresda. Ai suoi occhi quell&rsquo;immagine rappresentava la perfezione di una femminilit&agrave; che le sembrava di non poter raggiungere.<br /><br />In un certo senso, ogni ragazza ha la propria Madonna di Dresda nella figura ideale di donna che immagina il proprio uomo possa desiderare. Sente di non somigliarle e questo scatena la sua gelosia, anche se non c&rsquo;&egrave; una rivale concreta in carne e ossa, come nel tuo caso. Una gelosia assillante pu&ograve; per&ograve; risultare soffocante per il compagno, pu&ograve; allontanarlo, come &egrave; successo a te. Per guarire da una gelosia patologica che attanaglia bisogna riuscire a sentirsi donna agli occhi del proprio compagno, e parlare con lui, anzich&eacute; assediarlo di sospetti, sicuramente aiuta.<br /><br />Marco Focchi</div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[La mia analisi non è come la vorrei]]></title><link><![CDATA[https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte/la-mia-analisi-non-e-come-la-vorrei]]></link><comments><![CDATA[https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte/la-mia-analisi-non-e-come-la-vorrei#comments]]></comments><pubDate>Thu, 14 May 2020 09:25:27 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.marcofocchi.com/domande-e-risposte/la-mia-analisi-non-e-come-la-vorrei</guid><description><![CDATA[Sono vittima di un conflitto: da una parte vedo l'ideale, dall'altra mi scontro con il reale. La mia analisi non &egrave; come la vorrei.Mi pento, ogni giorno, di essere caduta nelle trame del transfert, di amare e desiderare quell'uomo distante, lontano lo spazio di un tappeto fra due sedie. Mi pento di aspettare il suo amore, e mi pento di sentire la delusione del rifiuto astratto, delicato e indiretto.Mi pento di aver creduto che l'analisi fosse uno scambio intellettuale, ideale, un eterno in [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph">Sono vittima di un conflitto: da una parte vedo l'ideale, dall'altra mi scontro con il reale. La mia analisi non &egrave; come la vorrei.<br />Mi pento, ogni giorno, di essere caduta nelle trame del transfert, di amare e desiderare quell'uomo distante, lontano lo spazio di un tappeto fra due sedie. Mi pento di aspettare il suo amore, e mi pento di sentire la delusione del rifiuto astratto, delicato e indiretto.<br />Mi pento di aver creduto che l'analisi fosse uno scambio intellettuale, ideale, un eterno innamoramento che sa d'infinito.<br />Mi uccide vedere che la realt&agrave; &egrave; altro da me, che l'analista non &egrave; chi vorrei, e che, nonostante questo, ancora non concludo, ancora attendo l'inattendibile.<br />Penso che lo lascer&ograve;, che mi cercher&ograve; un altro analista, e che questa volta star&ograve; attenta a non farmi coinvolgere, a non cedere all'attraenza della parola. Penso che sar&ograve; meno ingenua, pi&ugrave; consapevole, e che lui finalmente cadr&agrave; dimenticato nel limbo della memoria.<br />La fuga pu&ograve; essere salvifica, a volte...<br />Oppure no?<br /><br />Ecr&uacute;<br /><br /><br />&gt; Gentile Ecr&uacute;,<br /><br />ci sarebbero molte domande che la sua lettera fa sorgere. Che il transfert non si distingua sostanzialmente dall'amore &egrave; qualcosa che Freud gi&agrave; sapeva, e l&rsquo;esperienza di Breuer con Anna O. ne &egrave; l&rsquo;esemplificazione concreta.<br />Proprio per questo per&ograve;, all'interno della relazione analitica ci sono modalit&agrave; atte a circoscrivere quest&rsquo;esperienza, come fosse prodotta in laboratorio, perch&eacute; possa essere finalizzata a muovere la cura anzich&eacute; risolversi in se stessa.<br />Cosa &egrave; successo dunque nella sua analisi? Qualcosa &egrave; scappato di mano? Su questo non posso dirle niente, perch&eacute; lei non mi d&agrave; informazioni in merito. Credo che la soluzione che lei si prospetta, di provare con un altro analista, sia una possibilit&agrave; valida.<br />&#8203;Nelle Scuole analitiche in fondo l&rsquo;esperienza del controllo e della supervisione hanno proprio la funzione di non lasciare nessuno in balia dell&rsquo;esperienza dell&rsquo;apprendista stregone, che non gestisce pi&ugrave; le forze che ha messo in movimento, e il transfert &egrave; una forza straordinariamente potente, come lei ha imparato, diciamo, purtroppo a sue spese.&nbsp;<br /><br />Marco Focchi</div>]]></content:encoded></item></channel></rss>