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Dottor Focchi, a volte mi sento molto giù di morale e mi chiedo se sia solo un momento passeggero oppure qualcosa di più serio, come la depressione. Come si fa a capire la differenza? Stanno succedendo cose così brutte nel mondo, che alla fine mi sembra più normale provare tristezza e disagio, invece che essere felici come nulla fosse. Ci sono segnali semplici da riconoscere per capire se è depressione, anche se non si conoscono bene queste cose? La ringrazio
Fabrizio >Caro Fabrizio, Il primo segnale è: la sua tristezza, o il suo disagio la investono in questo momento o sono qualcosa che insiste, con momenti di latenza, e che risorgono dì tanto in tanto per via di alcune occasioni scatenanti? Se il suo disagio è qualcosa che riguarda il momento attuale, le assicuro che è in buona compagnia di almeno buona parte dell’umanità. Le molteplici guerre, il rischio di terrorismo, i massacri, la forza che si sostituisce al diritto sollecitano preoccupazioni, paure, angosce, cadute depressive che non hanno un vero rapporto con delle patologie. Sono una risposta alla dura realtà che stiamo vivendo. Se i suoi stati emotivi invece sono ricorrenti, e trovano spunto nella situazione attuale, allora la realtà della vita è solo un fattore scatenante, e i suoi umori andrebbero considerati più a fondo. In questo può essere solo lei a darsi una risposta. La realtà che stiamo traversando non incoraggia il buon umore, ma è per lei una contingenza o uno spunto? Un cordiale saluto Marco Focchi
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Gentile Dottor Focchi,
sono un uomo di 42 anni e da qualche tempo mi accorgo di avere sempre più difficoltà a gestire i momenti di solitudine. Pur avendo una famiglia e amici, quando mi trovo da solo (cose che inoltre ricerco) provo un senso di vuoto e inquietudine che mi porta spesso a cercare distrazioni continue, come guardare la televisione saltando da un canale all'altro o navigare sui social, senza però sentire di avere veramente voglia di fare qualcosa. Mi domando come si possa imparare a vivere la solitudine in modo più sereno, dato che sento comunque il bisogno di avere questi momenti tutti per me, magari trasformandola in un’occasione di crescita personale. È normale sentire disagio nei momenti di solitudine? Ci sono strategie o esercizi che consiglia? La ringrazio per l’attenzione, A. >Gentile A., La solitudine è uno dei grandi problemi della nostra epoca e dei paesi di benessere economico, dove l’individualismo è diventato prevalente a scapito di una dimensione comunitaria. Ricerche sul senso di felicità soggettivamente provata mostrano una maggiore felicità in paesi e villaggi africani dove prevale il senso di solidarietà tre le persone e dove la vita sociale ha una tessitura più significativa. Non stupisce dunque quel che lei sente e il problema che denuncia. Abitualmente non suggerisco strategie o esercizi, perché il modo di applicazione – non trasmissibile – è più importante delle formule che si possono illustrare. Le direi tuttavia che il senso di solitudine si allevia immergendosi in un’attività con un significato. Ora, saltare da un canale all’altro guardando la televisione o navigare sulle reti sociali non sono certo qualcosa che dà senso alla vita. Occorre che lei possa trovare qualche attività che accende il suo desiderio, ma questa non posso essere io a suggerirla: occorre che si sondi, trovi cosa sente congeniale, e vi si immerga senza remore. Il solo e vero antidoto alla solitudine è il desiderio, perché solo il desiderio protende verso l’altro, anche quando si è soli Marco Focchi |
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Dicembre 2025
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