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Oggi tutto viene valutato secondo la prospettiva dell'efficacia. Anche le psicoterapie. È una domanda che sembra ragionevole, e che in molti campi lo è: quanto rende, in quanto tempo, con quali risultati verificabili.
Il punto da cui parte questo libro è che alla psicoanalisi quella domanda non si applica. Gli schemi correnti di quel che si tratta di "produrre" attraverso una terapia non le sono applicabili. E non per un problema di scientificità: il problema, sostiene Marco Focchi, è politico.
Perché il problema è politico
La psicoanalisi è in conflitto con quello "scientismo" a cui si ispirano strutture autoritarie garantite dalla pseudodemocrazia degli "esperti" e dei sondaggi d'opinione. Non si tratta di un'ostilità verso la scienza: si tratta del fatto che, quando la misurazione diventa l'unico criterio di legittimità, tutto ciò che non si lascia misurare perde il diritto di esistere.
E la psicoanalisi, per come è fatta, non si lascia misurare. È una procedura che si affida solo alla relazione e alla parola, impossibile da verificare in un esperimento a doppio cieco, imperniata su qualcosa di così poco empirico come l'idea dell'inconscio, sintonizzata su una sessualità che non coincide con la pornografia dei sentimenti diffusa da reti televisive indifferenti a qualsiasi conflittualità che non sia d'interessi.
Sono esattamente i tratti per cui viene giudicata inattuale. Ed è invece, scrive Focchi, per questi stessi tratti che la psicoanalisi porta la fiaccola di una cultura che va nel senso della modernità, arginando le forme degradate di positivismo che ne costituiscono la zavorra ideologica.
Perché "glamour"
Il glamour è la versione democratica di tutto quello che una volta era riservato alle élite aristocratiche: la bellezza, la moda, il lusso, la fama. Cose che appartenevano a poche famiglie e che la democrazia ha reso, almeno in linea di principio, questione di tutti.
È in questo senso che il titolo va inteso. In una situazione in cui la libertà del soggetto è sotto pressione, la psicoanalisi ha un particolare glamour come pratica di liberazione del soggetto. E come il glamour, esiste solo a una condizione: la psicoanalisi vive e prospera soltanto nella democrazia, in una democrazia autentica.
Una pratica di liberazione, messa alle strette
Una pratica di liberazione del soggetto come quella della psicoanalisi è messa alle strette in un mondo che fa del soggetto il burattino del proprio patrimonio genetico. È la formulazione più netta della posta in gioco: se un individuo è interamente spiegato da ciò che lo determina, non resta niente da liberare, e nessuno con cui parlare.
Se tutto è determinato, quello che dici non conta più niente.
Difendere la psicoanalisi, in questo quadro, non significa difendere una professione. Significa tenere aperta l'ipotesi che un soggetto possa essere qualcosa di più della somma di ciò che lo condiziona.